“Tutto il resto è relativo.” Non è una battuta di John Lennon, che tra l’altro sapeva fare di molto meglio (“Siamo più popolari di Gesù Cristo” dichiarò una volta alla stampa in un misto tra spavalderia e blasfemia).

Non ricordo che anno correva, ma so per certo che ero maggiorenne, perché quel giorno da RAF a Montecatini io e il mio amico Enrico Ragionieri ci eravamo andati con la mia macchina. RAF era l’incontrastato regno degli appassionati incalliti di musica rock, pop, blues e psichedelica inglese e americana degli anni Sessanta e Settanta, e di conseguenza, il titolare Loriano ne era il degno Re. Era lì che dovevi andare in un raggio di cento e cento miglia se volevi un disco che non fosse di Baglioni o di Scialpi e che profumasse ancora di importazione.

La spavalderia in quel caso fu mia, quando, presentandoci per la prima volta al cospetto di Sua Maestà Loriano, introdussi me medesimo e l’incolpevole Enrico dicendo: “Noi abbiamo una conoscenza vasta e approfondita della musica degli anni Sessanta e Settanta, e una nutrita collezione di LP. Tutto il resto è relativo.” Il buon Raf ebbe il buon senso di non contraddirci e non mettersi a ridere.

Chi mi conosce sa che non sono incline a battute plateali, specialmente in presenza di sconosciuti.

E’ vero, il buon gusto per la musica già ce lo avevamo, ma le nostre “collezioni” si riducevano a qualche decina di LP (messe insieme!).

Il fatto è che talmente forte fu l’influsso su di me di Lennon e McCartney che mi portò a pensare che tutto il resto della musica leggera di quel ventennio e degli anni successivi fosse relativo a loro. Il genio musicale dei Beatles mi rapì fin dai 12 anni e me lo porto dietro tuttora. Sono uno di quelli che non si è mai schierato per l’uno (John) o per l’altro (Paul), ma che ha creduto in loro come coppia inscindibile. Nessuno di loro due da soli avrebbe fatto più di tanto dopo il Cavern Club e gli anni di Amburgo. Partiti dall’accademia del rock and roll / pop, hanno saputo crescere per sperimentare confini musicali nuovi e sconosciuti, fino alla divisione nel 1970, all’apice del successo.

E’ questo che voglio ricordare di John Lennon. L’unicità del modo di interpretare la musica di un periodo e di piegare un periodo a proprio piacimento. Il dopo Beatles ha definitivamente consacrato John Lennon non solo come compositore ma anche come personaggio pubblico. La John Lennon Collection è una pietra miliare della storia della musica, ed è lì che si vede il più rude e arrembante John. Ma senza gli anni dell’accademia dei Beatles non avrebbe mai potuto pensare di diventare più famoso… di qualcun’altro.

“Tutto il resto è relativo.” Ringrazio ancora Loriano di RAF Dischi di non avermi riso in faccia – o peggio – di non avermi direttamente cacciato dal negozio… quel pomeriggio d’inverno di tanti anni fa.



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