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La scomparsa di Tony Curtis: Lord Sinclair è rimasto solo

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Forse, chi non è stato abbastanza grande negli anni Settanta non può capire. Attenti a quei due fu una serie televisiva di poco più di venti episodi. Una cometa che arriva e ti trascina con sé, paragonabile per impatto e brevità del fenomeno ai pochi anni (sette) in cui i Beatles cambiarono il mondo della musica.

Attenti a quei due non cambiò molte cose, ma per quelli come noi che la domenica pomeriggio cercavano di non perdersi la puntata, sono ancora oggi fuori da ogni paragone se confrontati con la bassezza televisiva che ci sommerge.

Negli anni Settanta Internet non c’era, ma Danny Wilde e Brett Sinclair non sembravano soffrirne.

Per trovare dolce compagnia non dovevano ricorrere a siti di indubbio stile o aprire un profilo su Facebook.

Per prenotare un hotel non avevano bisogno di Booking.com o Trivago, visto che andavano nei migliori alberghi, dove si trova sempre posto, e… al diavolo le recensioni!

Nonostante una ricchezza sempre sfacciata e una vita che ti dà il meglio del meglio, Danny Wilde e Lord Brett Sinclair riuscirono a farsi amare da tutte le classi sociali, principalmente per due motivi: una simpatia senza sfarzo e un rispetto massimo per tutti, anche per i criminali che fronteggiavano.

Una nota a parte merita l’eccellente sigla iniziale, assolutamente irripetibile e irripetuta in tutta la storia del cinema, con la colonna sonora The Persuaders (di John Barry, compositore britannico) e le immagini che scorrono a schermo diviso delle foto di entrambi, da bambini a adulti.

Ho visto e apprezzato film come A qualcuno piace caldo e Operazione sottoveste, che hanno decretato il successo di Tony Curtis, ma niente come Attenti a quei due è riuscito a cucirgli addosso un abito veramente su misura.

Con Danny Wilde se n’è andato un altro pezzo di quel grande muro, che – impavido – ha resistito a vari terremoti economici e sociali nel corso dei decenni, e che negli ultimi anni viene scosso sempre più forte alle fondamenta da una casta di infami banchieri, da ciechi governanti e da popoli ancora più ciechi.

Adesso Lord Sinclair è rimasto solo, perché tanto prima o poi si deve andare tutti a recitare una parte nel film più importante, e tra i due – il compassato lord inglese e l’arrembante uomo d’affari americano – non poteva che essere Danny Wilde ad arrivarci per primo.



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30 Settembre 2010|Divagazioni|

4 Commenti

  1. giordano 4 Maggio 2013 al 17:56 - Rispondi

    Fantastico un commento calzante e commovente, toccante e vero. Lord Brett SINCLAIR e Danny WILDE erano qualcosa di speciale, di particolare, di normale al tempo stesso, erano compagni di tutti. I miei The Persuader

    • Flavio 4 Maggio 2013 al 20:20 - Rispondi

      Grazie per il tuo commento Giordano. Sono sicuro che anche Danny ti ringrazia.

  2. alessandro 22 Gennaio 2011 al 13:57 - Rispondi

    Confermo il commento di bruno. Splendida, appassionata e toccante recensione per un indimenticabile serie televisiva che, vivaddio, ogni tanto mi (ri)guardo su sky. Quando sento la siglia, devo ammetterlo, ancora mi commuovo! W the persuaders.

  3. bruno giovcchini 4 Ottobre 2010 al 22:43 - Rispondi

    Meglio non potevi rendere l’idea di quello che rappresentavono… mi sono commosso!
    Complimenti sei un GRANDE.

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