Jacques Antoin GranjonDopo questo intervento ce ne possiamo anche tornare a casa“. Così ho commentato alla persona che era seduta al mio fianco la fine del discorso di Jacques-Antoine Granjon, CEO e fondatore di Vente Privée al Netcomm e-Commerce Forum al Palazzo della Borsa di Milano, oggi 18 maggio 2010.

Sarà che Granjon ha preso la parola dopo due interventi scialbi da parte di Poste Italiane e Confindustria, sarà che si è presentato con look dimesso e capello lungo ad una platea piuttosto platinata, sarà che non ha avuto necessità di fare colpo con niente, se non con il suo successo, che ci ha fatto assimilare piano piano, sarà che è partito con tremila euro in tasca per diventare dopo pochi anni uno dei leader incontrastati della vendita on line di abbigliamento, calzature e accessori moda… fatto sta che il suo discorso (inutile dire il più applaudito) ha fatto breccia in tutti.

Niente pause ad effetto, niente elocuzione da ‘tanto mi sono preparato tutto e lo so recitare bene’, ma solo la semplicità che ti viene dalla consapevolezza di essere qualcuno senza bisogno che lo ostenti… con solo la voglia di raccontare una storia, che parte dal passato recente e va molto lontano, per concludere dicendo: “Il web e l’e-commerce del domani sono in mano ai bambini di oggi. Noi siamo troppo vecchi, e dobbiamo farci da parte”.

E una previsione abbastanza amara: “Presto dei negozi tradizionali, come li abbiamo sempre conosciuti resteranno solo: 1) i negozi del vicinato, dove acquistare quelle poche cose che devi comunque acquistare sotto casa; 2) I negozi simbolo del lusso, concentrati in vie storiche dello shopping come Via Montenapoleone, Avenue Montaigne, Fifth Avenue; 3) I grandi centri commerciali fuori città, a patto che sappiano diventare vere e proprie isole dello svago, includendo parchi giochi, oasi ricreative e quanto serve per far socializzare le persone. Tutto il resto sarà venduto su Internet”.

Su questo spero molto che abbia torto…



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