Tutti siamo alla costante ricerca del nuovo lavoro, del nuovo sito che – invariabilmente – siamo sicuri sarà più bello, più efficace, più navigabile e destinato a scalare più in fretta i motori di ricerca di tutti gli altri.
Questa è una debolezza alla quale probabilmente non sfuggono nemmeno le web agencies più blasonate, e non riguarda soltanto gli studi più piccoli, i freelance o gli ‘amici degli amici’. Non è una scelta dettata solo dal lato economico, ma – credo – piuttosto da una miscela di esso col nostro orgoglio, che non esito a definire esplosiva.
Molti di noi hanno almeno una volta sperimentato la situazione in cui le cose non sono andate come dovevano, non tanto magari perché il cliente non ha pagato, ma perché il nostro sviluppatore si è trovato immerso fino al collo in una palude che la sua carta geografica non gli aveva mostrato al momento di definire il lavoro.
Ma c’è una possibilità di capire quando è meglio ritirarsi e lasciare il posto a qualcun’altro?
Non sempre è facile prevedere una storia complicata, ma molte volte ci sono avvisaglie. Forse è meglio lasciar perdere quando…
… quando il cliente chiede ‘quanto costa’ prima ancora di avervi fatto accomodare. Spesso è il tipico cliente che non è affatto informato sull’argomento, e che crede di essere fregato solo per il fatto che avete varcato la sua soglia;
… quando per riuscire ad avere quel benedetto appuntamento avete impiegato mesi e avete speso di telefono più di quanto costerebbe chiamare una hot line;
… quando non ti danno mai il materiale per cominciare; non te lo daranno nemmeno per finire, cosicché il conto definitivo glielo presenti talmente in ritardo che sarebbe giusto chiedergli gli interessi;
… quando ti dicono subito ‘non abbiamo materiale, cosa ci mettiamo?’ E tu ad affannarti a costruire contenuti testuali dal nulla per cercare di posizionare un sito che a loro sostanzialmente non interessa;
… quando per stringerti la mano definitivamente e iniziare il lavoro ti fanno tornare tre volte, e poi te la stringono con la forza di uno che dorme;
… quando sono in molti coinvolti nel progetto, senza che ci sia un vero capo progetto, cosicché ogni qualvolta che uno parla dice il contrario di quello che ha aperto la bocca prima di lui, naturalmente a distanza di giorni o settimane;
… quanto ti chiedono di realizzare un progetto senza né capo né coda, e tu sai fin dal primo minuto che sarà per loro una cosa inutile se non dannosa;
… quando vogliono fare brand senza sapere nemmeno cosa significhi, cercando di spendere tre lire, e non vogliono il posizionamento ‘perché noi facciamo immagine’… sì, all’interno delle vostre mura;
Ma infine ecco la situzione migliore in cui sarebbe meglio declinare: quando, parlando al telefono con qualcuno, durante il vostro colloquio, (salvo il caso di persone non più giovanissime, che sono ampiamente giustificate) dicono: ‘c’è qui quel ragazzo di internet’.
Il commento scrivetelo voi.
Per fortuna posso dire di aver detto ‘no grazie’, e più di una volta.
E – vi assicuro – sono stato più felice di qualsiasi altra volta in cui mi è stato detto ‘sì’.
Provare per credere.


